Die Hard

Scritto il 15 ottobre 2012 da giggi


L’uomo è cattivo. E chi è ancora convinto del contrario sappia che in questo post parlerò di invidia, odio, gelosia, violenza e morte anziché di figa come promesso.

Racconta la Genesi che i sacrifici di Abele erano graditi a Dio, a differenza di quelli di Caino. Non ci è dato sapere perché, ma dal momento che Caino faceva l’agricoltore ed Abele il pastore, un’idea me la sono fatta: un conto è mandar su dell’abbacchio, ben altro una cesta di verdura. Spero di sbagliarmi, ma confesso che se fossi un vegano mi cagherei sotto almeno un po’.

E Caino disse al fratello Abele: «Andiamo in campagna. Voglio la rugiada che mi bagna». [Genesis/Cutugno, capitolo 4 – dirige il Maestro Beppe Vessicchio]

Caino è presentato come il primo assassino della storia. Non so dirvi se a torto o a ragione, ma comunque sia andata resto pur sempre dell’avviso che Abele avrebbe dovuto evitare il “gne-gne-gne”.

«Sono forse il custode di mio fratello?». No amico mio, ma hai un caratterino di merda. (Scherzavo dài e, oh, come ti stanno bene quei jeans).

Sesso > gelosia > invidia > odio > violenza, omicidio. È la cosiddetta “Sequenza-Lucarelli”. Fosse successo ai giorni nostri, Caino se la sarebbe cavata alla grande con un’assoluzione piena dopo appena 15 anni di processo e una cinquantina di Porta a Porta. Invece fu condannato dal suo stesso Dio a viaggiare sulla terra per sempre ed a reincarnarsi più volte in Patrizio Roversi.

È un dato di fatto. Dio ci ha fatti stronzi, perché stronzi siamo molto più divertenti. Sono sempre stato attratto dalla figura di questo “Dio-Spettatore”, che (almeno nel mio immaginario) assiste dall’alto al massacro dei propri figli e ogni tanto si improvvisa attore, mandandone sulla terra qualcuno solo per il gusto perverso di fargli fare una brutta fine.

«Cosma, Damiano… tocca a voi. Andate e mi raccomando: fatemi fare bella figura».

Cosma e Damiano furono i martiri più sfigati della storia. Alcuni martirologi riportano che essi furono martiri cinque volte. Questi, nell’ordine, i supplizi: i due furono inizialmente lapidati ma le pietre rimbalzarono contro i soldati. Pertanto furono crudelmente fustigati, crocefissi e bersagliati dai dardi, ma le lance rimbalzarono senza riuscire a fare loro del male. Allora si provò a gettarli in mare da un alto dirupo con un macigno appeso al collo, ma i legacci si sciolsero e i fratelli riuscirono a salvarsi. Ancora incatenati, furono presi e messi in una fornace ardente, senza però venire bruciati. Alla fine si decise di decapitarli, insieme ai loro fratelli più giovani Antimo, Leonzio ed Euprepio che sembra lasciarono scritto “vabbè dài, cazzo c’entriamo noi?”, nella città di Cirro, nei pressi di Antiochia. Alcuni vangeli riportano che, se anche la decapitazione non avesse funzionato, sarebbe stato allestito un grande palco per il concerto di Jovanotti. Altri ipotizzano che Dio stesse solo testando il MySky. Dopo il loro martirio, tuttavia, coloro che avevano assistito al macabro spettacolo vollero rendere degno omaggio ai due fratelli. Le teste di Cosma e Damiano furono pertanto impiegate a turno in un torneo di calcetto. È così, che nacque il Super Santos.

Che l’odio e la violenza facciano parte di ognuno di noi è provato dal fatto che sul nostro amatissimo pianeta sono sempre state pensate ed istituite leggi ben precise per impedirli. E non venite a dirmi che non avete mai provato sentimenti del genere, guardando Carlo Conti su Rai1.

Ai persecutori dei martiri, comunque, il mio personalissimo premio per la creatività.

San Biagio fu martirizzato intorno al 316 con pettini appuntiti di ferro che lo scarnificarono vivo (Perché lui valeva -cit.-).

Pochi anni prima (304) Santa Caterina d’Alessandria fu condannata a morire su una ruota dentata che venne fatta rotolare da una rupe.

San Bartolomeo fu “scuoiato vivo della pelle” da qualche parte in Siria. Quello che resta di lui è un tamburello degli Inti-Illimani.

Dioscuro, il padre pagano di Santa Barbara, decise giustamente di denunciare sua figlia poiché aveva abbracciato la fede cristiana. Il magistrato la condannò alla decapitazione, prescrivendo che la sentenza venisse eseguita proprio dal genitore dopo due giorni di feroci supplizi. Questi iniziarono all’ora dell’aperitivo con una flagellazione con verghe; quindi la donna venne torturata col fuoco, ebbe le mammelle tagliate e fu infine decapitata durante l’happy-hour. Dioscuro si occupò dell’esecuzione, ma subito dopo venne colpito e ucciso da un fulmine. Avere una bestemmia nel cognome non aiuta. «Bene, ora ripulite tutto», sembra che si udì da una nuvola.

San Giovanni Evangelista “fu immerso nell’olio bollente ma non ne patì”; anzi, nella circostanza, a qualcuno venne in mente di abbreviare il termine “supplizio” in “supplì”. Fu l’unico apostolo a lasciare questo mondo da non-martire e si spense per cause naturali, nel suo letto di piume. Secondo Wikipedia morì dicendo «La pace sia con voi, fratelli». Ma il fatto che sia stato volutamente omesso «Certo che m’ha detto culo» è uno dei motivi per cui non donerò mai nemmeno un centesimo a Wikipedia, nonostante l’accorato appello del suo fondatore Jimmy Wales.

Lasciando da parte tutti quelli che morirono banalmente (crocifissi a testa in giù, trafitti dai dardi, sgozzati come agnelli, appesi per le palle, bruciati vivi alla sagra del porcino), è piuttosto umano che, alla luce di tanta fantasia, uno parta un pochino prevenuto nei confronti dell’Altissimo.

«Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Non ti ha abbandonato. Guarda meglio il tipo in prima fila, con gli occhialini 3D…

Insomma: l’uomo è cattivo, ma per fortuna prima o poi muore. È inutile far finta di niente.

Blaise Pascal passava il tempo a correre dietro a una lepre poiché, anche se ciò non avrebbe potuto impedirgli la vista della morte e delle altre miserie, pur tuttavia la caccia sarebbe riuscita a distrarlo dal pensiero. Per sua fortuna non morì impallinato, ma ancora oggi le cause della sua dipartita restano del tutto ignote.

Quello che si sa per certo? Era vegano.

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