Filosofia

Scritto il 23 luglio 2012 da giggi


Vorrei chiarire una cosa, tanto per cominciare. Sono finito su Cianuro per puro caso. Nel campo di ricerca Google avevo messo “cumshot”, ma tant’è. Ormai sono qui ed è inutile recriminare. Tuttavia una spiegazione, al lettore, la dovevo. Che non mi si confonda con uno di questa gente qui, per piacere. Una cosa è il pensiero, ben altra è l’approssimazione mentale che induce un essere umano qualsiasi a ritenerla tale. Ma non voglio perdermi in cose che non riuscireste comunque a capire. Parliamo piuttosto di gnoseologia.

Posso affermare con assoluta certezza che la ricerca della conoscenza è possibile, se vi fidate dei link sponsorizzati. Per chiarire: a me piace dire le cose in faccia. Per cui non costringetemi a pronunciare parole di cui potreste pentirvi, tipo quelle con troppe esse. Sono una persona pragmatica. Caro Maometto, se la montagna non viene da te, una volta, due volte, tre volte, rassegnati: la montagna non ti caga. Prova con Rimini. Penso, quindi sono. Penso alla frutta, quindi sono alla frutta. Cosa c’è di così complicato? La filosofia (dal greco φιλοσοφία) è un composto di φιλεῖν (Amare) e di σοφία (Sofia). Chiedete alla prostituta sotto casa mia come si chiama e poi venitemi a dire che non sono un filosofo.

Le cose vanno osservate nella loro semplicità. Se tu mi dici «al giorno d’oggi l’unica cosa sicura è investire nel mattone», io non ti credo. E parlo con cognizione di causa, perché ho acquistato un foratino ed è stata un’esperienza deludente. Prendiamo Schopenhauer: «Se la nostra vita fosse senza fine e senza dolore, a nessuno verrebbe in mente di domandarsi perché il mondo esista e perché sia fatto proprio così». Invece eccoci qui, costretti a dare un senso a Voyager, a Giacobbo e persino a Rai2. Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. E quindi Bersani? Ammettetelo, siete confusi. Siete confusi perché vi sto sbattendo in faccia la realtà. E la realtà sa essere disarmante. «Mani in alto e fuori i soldi!». Non si può, dovrei abbassarne almeno una. Non siate superficiali, guardatevi dentro. Imparate a fidarvi solo di voi stessi, ma non fino al punto di prestarvi del denaro.

«Sei troppo distratto, ti sei appena perso “quella”». Pazienza, il mondo è pieno di aggettivi dimostrativi. Dice: «Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito». Ma siamo davvero sicuri che sia così saggio indicare una grossa palla nel cielo ostentando un Trilogy? E a proposito di cielo: «le idee risiedono nell’iperuranio, una zona subito al di là del cielo», ha detto Platone, «un mondo oltre la volta celeste, raggiungibile solo dall’intelletto e da Ryanair». E sappiatelo, genti del web: io non sto inventando nulla. Mi limito solo a citare i più grandi. Personaggi vissuti centinaia di anni fa e che non possono più farmi causa. L’onestà prima di tutto. E parlo di onestà intellettuale. La vostra ignoranza non vi consente di sapere che per Aristotele il bisogno di filosofare nasceva dalla “meraviglia”. Ma su una cosa concordo con voi: è John Holmes che dobbiamo ringraziare se anche molte donne ne hanno avvertito l’esigenza.

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